L’azienda è nata grazie alla rigorosa attenzione prestata nel recupero del contesto ambientale, al ripristino dei terrazzi rurali, dei palmenti, dei terrazzamenti in pietra testimonianza della storia dei luoghi. I terrazzamenti originari recuperati grazie ad un intervento di architettura naturalistica, sono coltivati a mano: abili maestranze locali dedicano il loro tempo e la loro dedizione alla vigna seguendone il ciclo naturale.
Lunghe lingue di lava decorano le pendici del vulcano: i minerali sciolti nel cuore della Terra sono solidificati in blocchi di roccia nera: millenni di erosione delle forze naturali sbricioleranno la lava fino a trasformarla in polvere nera: ecco il fertilissimo terroir da cui nascono questi vini pluripremiati a livello internazionale. L’anfiteatro di terrazze raccoglie come in un abbraccio i vitigni autoctoni dell’Etna: il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio e il Carricante, cingendo a sé anche altre varietà di carattere internazionale quali lo Chardonnay, il Pinot Nero e il Petit Verdot.
Il logo di Terrazze dell’Etna è la stilizzazione di un grappolo d’uva: gli acini molto grandi rimandano alla particolare attenzione di cui ognuno sarà oggetto. I colori del packaging derivano dal paesaggio etneo: il marrone della terra lavica su cui crescono i vigneti, il rosso del fuoco dell’Etna, il bianco della cenere.
Vini rossi
L’azienda mira alla valorizzazione del vitigno autoctono etneo “Nerello Mascalese”, vite a bacca nera.
Dal Nerello nascono vini rossi Cirneco e Carusu, mentre i vitigni internazionali danno vita al Pinot Noir e a Cratere, che unisce il Petit Verdot all’autoctono Nerello Mascalese.

Cirneco

Cratere

Carusu

Pinot Nero
Vini bianchi
Ciuri, un vino elegante ed unico, nasce dalla vinificazione in bianco del Nerello Mascalese
Cinniri, realizzato col vitigno Carricante, è un Etna Bianco DOC, il cui nome richiama le ceneri del vulcano.

Ciuri

Cinniri
Spumanti
Come nella migliore tradizione della Champagne francese, gli spumanti di Terrazze dell’Etna provengono da Pinot Nero e Chardonnay: le origini della spumantizzazione sull’Etna risalgono agli inizi dell’800 quando lo spumante prodotto si chiamava “Champagne Etna”.
Si tratta del Cuveé Brut, da uve Chardonnay e del Rosé Brut, un blend di Pinot Noir e Nerello Mascalese, con 36 o 50 mesi sui lieviti.

Cuvée Brut

Cuvée Brut (50 mesi)

Rosé Brut
























